Se lo puoi, parlami
Esprimono
un trattenuto dolore
quei rassegnati volti,
quelle orbite ancora non spente
che perforano la notte.
Uomini caduti
cui non è consentito
di rialzarsi.
Impotente
li guardo stesi
nel rientro di due mura,
avvolti in cartoni
che non frenano
nè il freddo dell'inverno
nè questo loro rassegnato
male di vivere
così ostinatamente indifferente
a chi
sceglie per preda.
Amico Prete
che mi sei occasionale compagno
nel rientro alla mia casa,
non spendere inutili parole
su quel Dio di Provvidenza
in cui tu credi
nè su quell'atteso Ultimo Giorno
quando - tu m' assicuri -
anche per loro
Tutto sarà Verità.
No.
Tu parlami della notte,
parlami della realtà
di queste loro sofferte notti
e del senso
del quotidiano scorrere
di questi loro
finti giorni.
Se lo puoi
parlami di Chi decide
per noi,
di Chi troppi condanna
a questa ridisegnata Auschwitz
che, giorno dopo giorno,
per troppi si rinnova
e che il tuo Dio consente.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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