Il cannocchiale
L' avevo perso
distratto da montagne di cambiali
portate in sconto della perfida incoscienza
mi ero attardato a guardare la fila indiana
che ogni mattina affolla l'autostrada del Viavai
Sul marciapiede della resistenza
provavo a dondolare sui miei passi
cercando il ritmo giusto
che avesse dato musica al battere in levare
della mia cassa toracica
piccola sí ma grande d'emozioni
un quadro acquerellato
che ti cattura sguardo e mente
scivolando la tua anima nel colore
Ho alzato gli occhi al cielo
sperando un volo di spartiti musicali
o di sorrisi veri
e ho visto la colonna, i carri armati
in arrivo da est
le insegne del danaro bene in vista
gli altoparlanti al ritmo di marcette metropolitane
mi son nascosto allora dietro un cartello
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così non fanno male
e fanno fico e reddito ugualmente
ho preso il cannocchiale
che mi lascio' papà sul davanzale
prima di spiccare il volo a sud
Con l'occhio buono ho preso bene la mira
dritta negli occhi rossi di quel capitano
e ho detto "bum"
lui ha roteato gli occhi instupidito
prima di addormentarsi al suolo
e la colonna si é bloccata
al centro della strada
fermata dal pensiero dondolante
di un uomo un po' ribelle
e dall'idea
del cannocchiale matto di papà
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