cimitero di guerra
D’inverno, lassù, la tramontana
taglia la pelle, ammassa e spazza nubi
a due braccia da terra
smeriglia campi sterili e foreste
di cipressi e di pini.
Le rondini hanno lasciato la vela
da tempo verso il caldo,
solo il vento che sibila furente
racconta alle nuvole bisbetiche
che l’autunno è finito.
Brulli son ridotti i fianchi del colle
vestiti di filari di basalto
incisi con mille nomi di ragazzi
per futura memoria:
nel vento gemono inquiete le anime
contro il tempo feroce degli uomini,
come nordiche saghe.
Lassù, d’inverno, un silenzio rovente
crogiola tuoni e lampi di tempesta,
non gridi di rapaci sulla neve
in cerca di un compagno;
non guaiola la volpe nella tana,
non mugolano i cani alla catena
cinghiali e caprioli non corrono
nella boscaglia, non bramisce il cervo
nel fitto dei roveti.
Lassù, in un silenzio tramortito
dai sibili del vento, custodisce
la terra le semenze
che sboccino, dopo stagioni mute,
in nuove primavere.
©
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (1)
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Mariasilvia14 gennaio 2007
Una perfetta descrizione della natura. Intreccio di poesia-natura, molto ben scritta.!