Io madre
custodisco, nutro e proteggo
piccoli semi che piante saranno...
qual donna un po' vanitosa
mi ricopro superba
di manti fioriti e d'erbe smaltate...
m'intrido di gocce piovute dal cielo
le raccolgo, riunisco
diventan acqua sorgiva
che dal profondo zampilla
e fiume diventa...
ribolle il mio ventre
son torrente di lava infuocata
che divien terreno ferace...
come madre adirata
a volte scateno le forze nascoste
tremo, sussulto ed inghiotto...
son madre amorevole e provvida
ma l'uomo che m'ha conquistata,
qual figlio noncurante ed ingrato,
lentamente avvelena e distrugge
la mia linfa di vita...
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Commenti (2)
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Berta Biagini19 aprile 2012
Un riconoscimento in questi versi a chi con amore elargisce quanto abbiamo bisogno per vivere – anche se l’uomo sembra non accorgersene allontanando da sé il rispetto per la natura. Chissà se saremo ancora in tempo per cambiare qualcosa, affinché quel baratro nel quale stiamo precipitando si chiuda in tempo.
M
Mariasilvia29 aprile 2012
Nella bellezza della natura sta il suo divenire. Come madre culla, accarezza, protegge e nutre. E chiede rispetto! Poesia originale, belle le immagini dove acqua, fuoco e terra sono "il ventre" di tutto. Si legge con interesse e i versi sono nutriti e... si amano. Complimenti!
