Il bicchiere d'acqua
Paolo Ursaia
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Diffido del colpo di teatro,
portar il secchio d'acqua
al momento e nel modo giusto,
sorridere e prendere l'applauso,
poi tornar nelle proprie scarpe
fino alla prossima sortita,
studiando ancora
il tempo ed il modo.
Apprezzo l'uomo che non calcola
ed ogni giorno reca quel bicchiere
senza pubblico e grancasse,
con la pioggia ed il sereno.
senza aspettarsi un grazie,
per il gusto d'essere
e non per apparire,
pure soffrendo se è è destino.
Non esiste una strada giusta
se non le percorri tutte,
ogni alba che sale,
e non puoi scegliere;
la costanza non è scontata,
è cuore e anime
che respirano sempre,
non quando ne vale la pena.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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