Vita mia
Una trina di ragno sei, vita,
tra fili di silenzi
che grondano parole.
Mia terra, amata e brulla,
polverosa e stanca
sui volti opachi e cupi
è diamante un tuo sorriso,
dove muoiono tormenti.
In un deserto di solitudine
e ceneri d’attese
sei dentro me, rinchiusa,
scrigno d’utopie.
Fra scheletri di stanze vuote
e ricordi stantii
ti cerco
dolcezza di corolla in fiore,
respiro di miele.
Gabbiano ferito, ancor volo
tu spuma, io goccia,
aspettando la marea.
Sei quell’ultimo fuoco
da sorseggiare piano,
prima che il gelo
ti bruci, ultima ninfea
nel fiume dell’oblio.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (1)
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Berta Biagini24 aprile 2012
Incredibile come l’autrice riesca sempre a coinvolgerci nel suo sentire – questa volta mette in gioco se stessa e noi ci dobbiamo tirare da parte onde non distruggere quei fili che pazientemente ha costruito nel condividere con noi momenti sempre vivi nel suo cuore.
