Se tu vorrai
La porta ingoia le tue spalle forti
e resto sola, le ossa curve e stanche
nell’accecante nero del silenzio
ad inventarti accanto.
L’eco della voce s’infrange
su vetri e specchi orfani del tuo sguardo,
respirando lenzuola stropicciate.
L’immensità d’un giorno
e la fatica di ricominciare,
un relitto che vaga alla battigia
e cerca terra ferma,
in un’attesa che è come morire,
mentre gocciano le ore
finché tornerai. E allora
inventerò parole nuove
che riempiano distanze,
ritroverò nel gesto antico
la carezza che amavo,
ma intanto aspetto e l’ansia preme
sino allo stridere dell’uscio,
ed il sorriso subito s’oscura:
sfuggi il saluto, frughi accanto
un disperato appiglio
fino alla cena frettolosa e muta,
fino al silenzio nuovo della notte.
Sul davanzale uno spicchio di luna
carezza due anime lontane;
nel tuo angolo piegato fingi il sonno,
nell’abitudine che umilia
e che non puoi chiamare amore.
Così ti parlo dolcemente,
ed è un torrente in piena
che il deserto feconda. Tu mi ascolti
e il pianto asciughi.
Tornerà domani
col suo colore incerto
ma non ti lascerò partire
con la valigia piena di dolore,
e non avremo tempo per dirci addio
se tu vorrai.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (3)
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Lina Sirianni1 maggio 2012
L'attesa nell'ansia della continuità convinta e fragile... Le ore sono eterne a passare... Molto intensa
Carlo Fracassi1 maggio 2012
Nell'amore non basta dare il proprio 50%, alle volte sulla posta in gioco si mette tutto in cambio di niente...
Berta Biagini5 maggio 2012
Sempre si leggono con il fiato spezzato i versi dell’autrice che anche questa volta ci lasciano assaporare un senso di dolore nel quale affoghiamo con lei per la forza che sempre la vuole avere vinta.


