Certe sere
Certe sere
avrei voglia di non tornare
per rinchiudermi in una prigione
che chiamiamo casa
sentire le stesse lamentele
e mangiare una minestra riscaldata.
Certe sere
sarebbe meglio partire per una crociata
dare il sangue e la rabbia
per qualcosa in cui si crede
invece che tornare
come una pecorella stanca
sbadigliando e inveendo
contro un tuo vicino, contro un fratello.
Eppure è questo che mi sono costruito
è questo che ho da sempre agognato
ma non pensavo che aggregarsi
fosse come suicidarsi
non pensavo che fare una famiglia
sarebbe come alienarsi.
Il lavoro, i debiti e l'affitto
una scopata come fosse un tuo diritto
un bicchiere per anestetizzarsi
crearmi uomo
e poi perdermi nei miei stessi intarsi.
Certe sere
valgono meno di uno sputo
lo stesso che ingoio e rimane sospeso
tra l'ugola e il cuore
tra l'equilibrio di andare e rimanere
nella perplessità della mia unicità.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Lory8 maggio 2012
agognare un sogno e poi raggiuntolo doverlo quasi odiare. sembra impossibile che succeda, ma troppo spesso ne sento parlare di sofferenza tra le mura familiari. e c'è chi continua a sognarlo un focolare, e magari si ritrova a chiedersi da che parte andare.