Poesia
Caterina Zappia
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Parola che ha ali di vento,
ruba ricchi tramonti,
scricchi di case ossidate,
lamenti di greti,
e segni di croci impastate
con le zolle delle povere siepi.
Parola che odora di mare,
e bagna di miele i fili
attaccati alle foglie gocciolanti,
ai sapori innocenti delle colline,
ai sentieri acerbi dell’anima,
all’acqua che scioglie i silenzi
in un letto di germogli
che temono di morire.
Parola docile e leggiadra,
bianca punta di danzatrice,
vola con occhi gravidi di sorrisi
verso la malinconia che scolora
il velo adagiato sulle spalle.
Parola come calice di un fiore,
con mani grandi di cristalli,
che mormorano i chiaroscuri della vita,
la sete dei cuori e dei polmoni.
E’ in te l’illusione di ogni giorno,
mentre i passi assottigliano i grigiori
del tempo che corre e soffia.
Sei parola che voglio ascoltare
quando tengo stretti gli occhi
dentro i fogli scuri della notte
al ritmo dei gorgheggi che fanno gli angeli.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Rita Stanzione8 maggio 2012
Versi che trasportano, scritti con un lessico accattivante. La chiusa è magnifica!

