Dentro la nebbia
Umide diottrie bucano a tentoni
la sera impressionistica giallo bigia
pennellata dai lampioni, all’incrocio
del nulla, intrecciato impotente a se stesso.
Nella stanza segreta del mondo in piazza
gli artigli del freddo sfiorano vertebre,
sospingendo passi di fretta all’ignoto
nei miraggi intravisti del focolare.
Ovattando suoni di sopravvivenza
sprofondano nella bambagia i pensieri,
rannicchiati nel gomitolo mentale
che ha perso del felino la zampata.
È ipotetica diga il bavero alzato
alle futili correnti dispersive,
sbiadite stelle, le finestre distanti,
in questo cielo che ha perso i suoi confini.
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Commenti (1)
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Raffaella Picotti20 gennaio 2007
adoro questo verso:e' ipotetica diga il bavero alzato alle futili correnti dispersive... sei maestro ed io rimango ammutolita dalla fluidita' e l'eleganza delle tue poesie non sei MAI scontato ogni cosa e' scritta con cura oddio ma come fai? raffa