Mai è stato così il mese di maggio

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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Intensa e splendidamente triste, perdere così il contatto umano con la genitrice. Una tragedia nella tragedia vederla così presente, eppur così lontana da tutte le realtà che ci circondano. Dolore espresso in versi di incontenibile bellezza.
Lirica bella e complessa, come una rosa che nel tempo scolora ma non sfiorisce mai, come l'amore di una madre che è in ogni gesto, in ogni silenzio, invisibile ma sempre presente.
L'intensità e la grandezza delle parole esplodono in questa lirica coinvolgente. Bruciano i versi come il sole sull'arido campo di grano. La sorgente dell'amore secca non è...la vita passa e scorre accanto. Complimenti .Interpretazione
La madre e maggio. Maggio è la primavera, la madre è già l’autunno, la sera che riempie il cielo di malinconia. Metafora di età che sopraggiunge e che va via, per legge di natura, che ci nasconde i limiti e misura con lune il nostro corpo e ogni caducità terrena. Maggio, il sole che dirompe e che accalora ogni filo, ogni arbusto, e gonfia i campi di bellezza amena come l’anima di due amanti in vena che abbiano goduto dell’amplesso, momento per momento, complice il tradimento, nella scena che poi nasconderanno a loro stessi. Maggio e il sorriso che diffonde l’ora, dal mattino d’argento agli ultimi barbagli della sera. Madre con gli occhi vuoti, nell’angolo dov’era propulsore di vita e di premura. Madre senza parole, saperti sola é dura!



