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Impressioni 10 maggio 2012 · lettura 2 min · 2370 letture

Mai è stato così il mese di maggio

Caterina Zappia 931 poesie pubblicate
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Quanto sono pesanti le parole per te, madre? Quante spine adesso hanno i tuoi discorsi, che scioglievi dietro quelle labbra dolci dove il silenzio è diventato il tuo padrone. E dove vanno i tuoi occhi, madre? Dove si fingono rose i tuoi sorrisi? Non sono più fra i roseti che coltivavi. Nemmeno fra i tuoi pensieri stretti, che fasciavi i nostri volti, ad uno ad uno, con la sapienza del tuo grembo, madre. Ed io sono qui, fra queste cotte zolle che ergono in coro la nostra gioia, svanita sotto un cielo vanitoso di stelle sul vaporoso monte, misteriosa. Ed io sono qui, e maggio gocciola scintille, di sentieri virtuosi che inseguono scie dorate; il vento risale a valle i fumi della brezza, e tu senza guardarli, senza affacciarti alle finestre penetri il tuo silenzio sulle dure spalle. Mai è stato così il mese di maggio, discreto sempre tra le nostre cose, fra i gesti che solevi fare e il sole che sciupava l’ultimo strato di pelle, e tu madre, ridevi. Eppur, è luce di primavera ancora per queste vie, ma tu non senti più il suo calore, il fiume che accarezzavi con i nudi piedi soffia un vento gelido che ci fa tremare.
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L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Commenti (4)

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Mauro10 maggio 2012

Intensa e splendidamente triste, perdere così il contatto umano con la genitrice. Una tragedia nella tragedia vederla così presente, eppur così lontana da tutte le realtà che ci circondano. Dolore espresso in versi di incontenibile bellezza.

Donatella Pezzino10 maggio 2012

Lirica bella e complessa, come una rosa che nel tempo scolora ma non sfiorisce mai, come l'amore di una madre che è in ogni gesto, in ogni silenzio, invisibile ma sempre presente.

M
Mariasilvia10 maggio 2012

L'intensità e la grandezza delle parole esplodono in questa lirica coinvolgente. Bruciano i versi come il sole sull'arido campo di grano. La sorgente dell'amore secca non è...la vita passa e scorre accanto. Complimenti .Interpretazione

Gesuino Curreli10 maggio 2012

La madre e maggio. Maggio è la primavera, la madre è già l’autunno, la sera che riempie il cielo di malinconia. Metafora di età che sopraggiunge e che va via, per legge di natura, che ci nasconde i limiti e misura con lune il nostro corpo e ogni caducità terrena. Maggio, il sole che dirompe e che accalora ogni filo, ogni arbusto, e gonfia i campi di bellezza amena come l’anima di due amanti in vena che abbiano goduto dell’amplesso, momento per momento, complice il tradimento, nella scena che poi nasconderanno a loro stessi. Maggio e il sorriso che diffonde l’ora, dal mattino d’argento agli ultimi barbagli della sera. Madre con gli occhi vuoti, nell’angolo dov’era propulsore di vita e di premura. Madre senza parole, saperti sola é dura!