tristezza
incofessabile tristezza
di forme familiari.
l'abitudine e il giorno
sporto appena tra le guglie del cuore
vivo sfuggendo,
consumando parole
labbra,muscoli sangue
lontana...
quando l'ultimo sogno
ha gia' cominciato a morire
nella vergogna d'un pensiero audace
s'e' congelato un'addio.
ora capisco!
ora capisco,che mi sono uccisa
e mi confesso la follia
seguendo il rosso d'un dono restituito
e il nero della dispersione.
senza fiato.
tra le ombre,uno spirito ed un sigillo
©
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Commenti (3)
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F
Fulvio6324 gennaio 2007
Sempre bello leggerti. Grazie anche per questa tua poesia.
Lauretta4824 gennaio 2007
E' già stata fatta la critica positiva a. questa tua bella poesia.Anch'io avrei sottolineato gli stessi passaggi. Perfetta dall'inizio alla fine.Brava.
O
Oliviero Angelo Fuina24 gennaio 2007
Bella l'immagine delle guglie del cuore ed altamente incisiva la chiusura! Sei!
