il canto di Sigurth
Luca Ventura
83 poesie pubblicate
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Vento su vento non muta lo stato
iride oscuro d'un sole annoiato
scorron le ore fra noia e ricordi
nulla si move fra ghiacci perenni
Giochi di luci nell'antro dei tempi
Raccontano storie dei giorni di gloria
Dei esiliati da oblio volontario
scaldati dal fuoco di sogni lontani
Siede in disparte l'eroe silenzioso
la roccia si piega per dargli conforto
gli occhi corvini perduti nel vuoto
lenti i suoi gesti che esprimon perizia
Lucida attento la lama di nothung
antica contesa negli occhi di fuoco
ricorda del drago le urla di morte
rimpiange la vita di odi e trionfi
La notte che arriva non desta interesse
l'eterno tormento dell'esser racconto
nessuna vestale agli altari distrutti
non recano doni le folle esultanti
Ma eroe solitario attende sull'uscio
ucciso per foglia durante la caccia
sente vicino il ritorno dei giorni
vede la luce al di là del dolore
metafora di vita legata ad un amore
attende sulla soglia d'antiche profezie
la luce che ritorni portando nuova gioia
eterni sentimenti non cedono al rancore.
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
Commenti (1)
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O
Oliviero Angelo Fuina24 gennaio 2007
Eleganti questi endecasillabi così evocativi ed esotici, ammantati dal vento epico di nostalgica mente. Nell'ultima quartina (questa rigorosamente di 14 sillabe) svela la metafora sottintesa in un'inusuale profondità di pensiero. I miei ammirati per tale maestria di costruzione.
