Patetica con i tacchi a spillo
L Falchero
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Elfi nascosti tra le fessure
del porfido
afferrano i miei tacchi sottili,
mentre barcollando
rido
per stordire il dolore ,
che ad ogni pausa di questa farsa
reclama il mio pianto.
Salgo sui tombini:
boe di salvataggio
in un mare impraticabile,
che mi insidia le caviglie,
mentre mi abbandono
stanca
ad onde alte e cupe:
pronta a rovesciarmi
su calda sabbia esotica
o a frangermi
inerme
su coste di ghiaccio.
Funambola sulle punte
dissociata dai volti spenti
di un passeggio senza meta
di una sensualità ostentata
come merce
tendo più in su la mia corda
ormai tagliente alla carne.
Ma chi frenerà la caduta?
Amorevoli braccia ?
o risate pungenti di folla ?
o duro lastricato , appena velato di pioggia ?
Perché vorrei lasciare la vita
proprio ora
che riprende colore ?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Oliviero Angelo Fuina26 gennaio 2007
Straordinariamente bella e comunicativa, la tua poesia! br Ma al di là della brillantissima ironia per i tacchi a spillo mi ha colpito come un pugno nello stomaco quel parallelismo con la tua disperazione che empaticamente ci hai regalato integra. Come la tua talentuosa penna sa fare. Ormai ho imparato a conoscerti, leggendoti e meravigliandomi comunque sempre della tua bravura sempre più conclamata.
