A mio figlio
Avrai ali veloci
per tornare
quando ti chiamerò
nel giorno
dell'ultimo saluto
Avrò sul viso
rughe antiche
ed occhi spenti
nell'ora in cui
le acque del mio fiume
andranno verso il mare.
Guardandoti,
l'erpice della memoria
riannoderà il ricordo
di nostri gesti antichi
giocati in ore
senza tempo,
in giorni in cui
sei stato breve pioggia
per una sete
che, ostinta,
ancora dura.
Così vorrei lasciarti
per andarmene dove
- voglio sperare -
m'attendan calmi sogni
cullati
da onde di cristallo.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
meraviglia! (Stefana Pieretti)
Amore di padre. (Alberto De Matteis)
Commenti (2)
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Antonella Borghini Anto Bee6 ottobre 2008
sembra quasi una carezza a suon di parole. Bellissima obbliga a farsi leggere e rileggere.
V
Venere Cesareo5 febbraio 2012
Questa intensa lirica è musica per l'anima. Commuove sfiorando le corde del cuore.
