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Introspezione 31 gennaio 2007 · lettura 2 min · 1194 letture

L'oscuro colloquio

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Sedeva su un trono dal tempo scolpito le dita leggere su un cranio caprino lo sguardo svanito perduto nel vento taceva da secoli attendendo domande Genuflesso di fronte l'uomo attendeva provato dal peso di mesi di viaggio la fame e gli stenti cedevano il passo ciò che attendeva è il sapere supremo Le ore scandite dal canto del falco passavano lente in totale indolenza il silenzio crudele cedette al parlare fù l'essere oscuro a spezzare la stasi Affrontasti la morte per essermi avanti chiedi e saprai ciò che l'anima brama ma temi e rispetta il mio solo responso sarà la domanda all'altezza dei fatti? L'uomo destato dal suo cupo torpore raccolse i pensieri di tutta la vita cosciente che errore non vede rimedi fiorì fra le labbra la chiara domanda Noi esseri umani che amiamo all'eccesso continua è ricerca di amore sincero ingannati dal tempo cresciamo veloci la fine ci coglie prima del giusto Viviamo d'istanti d'eterna illusione tracciamo le rotte del nostro declino E' forse condanna di Dei capricciosi o dietro quel gioco v'è chiaro disegno? L'essere calmo dagli occhi smeraldo mostrò compassione guardando l'umano Tristezza e dolore dipinti nel viso attendeva paziente agognato responso Mesi di viaggio per questa domanda sprechi il tuo tempo cercando responsi la vita non è di fattezza lineare diverso il destino di ogni dolore Dipinta nel cielo la traccia del fato vi porta fra insidie dolori e letizia non Dei capricciosi ne chiaro Disegno ma insieme di caso destino ed amore Nessuno possiede le chiavi del tempo il futuro è plasmato da mani sapienti da ogni pensiero od evento e ricordo questo il responso che posso fornire L'uomo scoppiò in una sorda risata Sguardo spavaldo incontrò l'avversario Disse m'è chiaro non creder contrario M'è chiaro il destino la vita ed i fatti L'essere arcano fu colto da rabbia parte del trono franò fra le dita Arrogante e meschino definì quell'umano Ma in piedi quell'uomo fissava il suo viso Voltò le sue spalle con fare sicuro L'unica frase fu "torno alla vita" Aveva capito che è inutile chiedere Soltanto la vita risponde a se stessa.
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L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (2)

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O
Oliviero Angelo Fuina31 gennaio 2007

Imponente e profonda composizione in perfetti dodecasillabi. br Impossibile quesito nel quale la risposta riverbera nella domanda. br Poesia la cui lunghezza non è sinonimo di lontananza e questo per merito della tua talentuosa penna. br Ammirati, Luca. Con grande stima,

F

... io, a differenza degli altri colleghi, non guardo nè la lunghezza, nè altro; sò per certo invece che l’ultima frase è l’insieme di tutta la poesia... soltanto la vita risponde a se stessa e sapessi il valore che hanno queste parole... luca