Mare
Caterina Zappia
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Oggi, è un altro giorno, mare...
e non m’affaccerò dalla finestra
come ieri, quando ho bestemmiato
sulle tue foglie tinte d’alabastro.
No, non m’ affaccerò alla finestra,
non potrò guardarti, e fingerò di sfiorarti
da così lontano.
La tua dolce luce, lasciala nel cortile,
stanotte prima di dormire
passerò a prenderla per la notte
per attacarla come un lumicino
vicino ai petali dei sogni.
Aspetterò, sotto le piramidi delle palme,
fra i liberi giochi delle tortore,
di notte dimenticano di cantare e stanno
a rimirare la mia sorte.
Un povero orfano malato,
con le pezze un po' da tutti i lati.
Però, non avveleno mai nessuno!
Neanche quel raggio un po' maleducato
che mi ha spinto a chiudere le lastre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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M
Mariasilvia23 giugno 2012
Un mare di blu che aspetta di essere "colto",ma l'anima non è pronta. Lontano è lo sguardo pur sentendolo vicino al cuore. Sempre versi che arrivano con la brezza ed il salino. Complimenti piaciuta!
