Stairway to heaven
L’arpeggio si tramuta in ragnatela
dagli ipnotici riflessi argentati
ed irretisce più del pifferaio
che richiama sulla scala di vento,
seguendo geometrie ottagonali
per tramutare in mosca i miei pensieri;
oscilla il mio cordoglio alla sua voce,
dal tono incerto in sommessa preghiera
e guardo il mio biglietto per il cielo
lontano la fatica di una tela
e scuotono all’unisono sei corde
l’urgenza di librarsi ad ali aperte
scordando il nero sarto che banchetta
sapendo la mia scelta ormai da sempre.
Grida la voce, tuonano gli accenti
e s’aprono gli accordi al mio destino
trema la mano nel lanciare il sasso
dentro gli stagni della mia finzione;
posso lasciarti dentro il tuo stupore
già salendo di nuvole i gradini,
posso rischiare anche il paradiso
svendendo a metà prezzo il tuo ricordo
ma se i miei passi corrono nel vento
è per sfuggire, vile, il tuo richiamo.
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Commenti (4)
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Leaf7 febbraio 2007
grande interpretazione di uno dei brani più belli della storia del rock..soprendente Oliviero... hai miscelato le note alle tue personali sensazioni... a ricordi..a pensieri... in uno stile sempre convincente e accurato.
Nunzio Buono7 febbraio 2007
le tue parole dipingono sensazion... e io ascolto ad occhi chiusi la musica delle tue parole... è poesia il tuo poetare... grande Oliviero Angelo Fuina
Zima9 febbraio 2007
ecco un’opera d’arte del grande poeta musicale... eleganza fluida nei tuoi versi ke cantano come la stessa musica dei Led... grande mastria! i miei sinceri
D
Daniele Piredda11 febbraio 2007
Che scelta originale questa tua di miscelare tue sensazioni a musiche epocali. E lo fai davvero bene. Ma da dove sbuchi?


