Sabbia nera
Caterina Zappia
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La costa s’incipria di lamenti
quando le punte delle cime finiscono
e i barlumi tesi del giorno prima
lasciano sulla terra sapore di morte .
I fuochi banchettano sull’arpa dei clivi
e quando le lingue del fuoco fra i venti
levano desolati suoni di tamburi,
la sabbia rabbrividisce i polsi e prega
insieme ad una luna lacrimante.
Sui vetri della luna occhi di cenere
corpi desolanti di alberi
un cielo che si apre in due
mostrando le ferite dominanti.
Il tetro velo sentenzia la nottata
in una pioggia cupa come il fango
ed ogni lido con la sua sabbia
muore come un pulcino nella gabbia.
Ritornano i gabbiani dall’orizzonte
addosso il canto spezzato dall’emozione,
mentre la costa inghiotte il suo dolore
neri diventano le ali e la sabbia.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Giuseppe Monteleone5 agosto 2012
...potrebbe veramente accadere quello che hai scritto... più tardi possibile sicuramente...

