Formiche

Ho visto una colonna di formiche
arrampicarsi sul mio letto
come una colonna di Cheyenne
che avanza allo scoperto
sfidavano compatti il mio inconscio
nella penombra di fameliche visioni.
Ho visto fumi di guerra quella notte
lance e asce sventolarmi sotto il mento
la mia testa avvolta da un nastro bianco
mostravo la resa a questo mondo corrotto.
Ma le formiche riconoscono la preda
sentono l’odore della carne e dei miei sogni
arrivano col buio per umiliarmi e depredarmi
punirmi e portare provviste alla loro storia.
Ho visto una colonna di formiche
sul mio letto disfatto e pieno di molliche
come gli indiani miravano allo scalpo
così le formiche cercavano il segreto
del mio penetrante sguardo.
Ho lottato fino all'alba ma poi ho ceduto
ho accettato il loro gioco e son svenuto
mi hanno morso tra il collo e l'ombelico
ho perso i sensi e anche la ragione
scivolando nella loro trappola ad imbuto.
Adesso anch'io sono una formica
diligente e allineato
m'arrampico sui letti della gente
accendo fuochi e intono canti
intorno al totem agito i miei fianchi
e succhio l'anima delle formiche bianche.
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Commenti (1)
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Elena Poldan4 settembre 2012
Interessante testo in cui l'Autore identifica le formiche con lo svuotamento, il depredamento dell'animo e alla fine egli stesso lo diventa... una formica. Davvero notevole, in un contesto straniante e surreale!
