L'insetto
Alice Stoppini
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Il tavolino era bello. Almeno... dico. Il tavolino.
La notte? Anche.
Di un fascino incerto, una bellezza che non è data a vedere.
Oh no. Vedere tutto. Tutto subito.
Mi sentirei nuda. Anche se nuda sono sempre.
Il tavolo di ferro, due occhi sopra i miei.
Che fissano il tutto. Un po' più in là?
Nulla solo tavoli e sedie. Tutti uguali. A ripetizione.
Non credo di essere felice.
Vivo a metà con l'ostinazione dell'insetto.
Che rischia. Non si posa.
Aspetta. Ha fame.
Scappa dal sole, dai ragni trasparenti.
Ed ha poco tempo, così poco tempo.
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