Uno come me

Uno come me
dove potrebbe rifugiarsi
nascondersi, rintanarsi?
Uno come me
dove potrebbe adagiarsi
isolarsi, immortalarsi?
Uno come me
dove potrebbe abbandonarsi
realizzarsi, costruirsi?
Se non sotto l'humus
a far marcire le ossa
mentre la mente gocciola
e del liquido cerebrale
dissetarmi.
Uno come me
dove potrebbe scatenare
il proprio inferno?
Forse all'ultimo piano
di un albergo a ore
sicuramente non nel cielo
troppo vasto e silenzioso
da qui rabbrividisco
e m'impallidisce il suo mistero.
Forse potrei tra le braccia di Dio
ma ha braccia troppo piccole
per acquietare il mio amore.
Mi nasconderò
nel tabernacolo delle mie aurore
tra le unghie di lucifero
per poi tornare
e scatenare la mia libido
senza regole, senza vincolo
e raccontare di quello che ho taciuto
mostrarmi trasparente
per essere riconosciuto.
©
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Commenti (2)
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Elena Poldan9 settembre 2012
Un testo che trascina nelle inquietudini dell'Autore... nei suoi sconfinati dilemmi... Vertiginosa!
EnzoL9 settembre 2012
già, e noi così piccoli insignificanti tra tutti, dove possiamo essere noi? dove? in un mondo dove le apparenze scolorano ogni anima in un grigio pizzicare monotono compulsivo . non posso che accodarmi a 'rota' con questa tua riflessione e farti i miei complimenti

