Potrei contare a te le stelle
Caterina Zappia
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Il sogno era dentro una bocca amara.
Un soffice cielo riempì lo sguardo,
venne in ginocchio la nuvola
e cantò oltre i silenzi.
Un labirinto di bugie
dipingiva petali di ferro,
volarono nel buio.
L’oscurità coprì pelle di rugiada
sospesa come fiore nella via.
Potrei contare a te i mattini.
Le cime avevano mute le stagioni.
Il vento alzò viole per altari,
la preghiera era d’anima irraggiungibile.
Potrei contare a te parole di luna.
Il sogno era dentro un argine d’aurora.
Le ginestre tessevano bordi di fiumare
preparavano gli occhi a melodia
dietro lo specchio trasparente delle ore.
Un batter d’ali scivolò come verso di poesia,
salì al calvario a capo chino,
e gli ulivi profumavano d’infinito,
ma l’ombra sembrava di non voler amare.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Sara Acireale10 settembre 2012
Un verseggiare melodioso... una poesia di riflessione che sembra una favola... una triste e nostalgica favola. La poetessa è consapevole che quando si perde un amore è difficile ritrovarlo. Contare le stelle del mattino, raccontare parole di luna, scrivere le liriche più belle non serve a riportare in vita un amore finito... La poesia è scritta con parole magiche in versi molto scorrevoli...

