Prima o poi

Prima o poi
ci chiuderanno dentro una riserva
a noi cani, gatti e bastardi
e ci legheranno forte i polsi
a noi froci, anarchici e balbuzienti.
Prima o poi
alzeranno palizzate sulle nostre strade asfaltate
sulle nostre intelligenze, sulla diversità
su vacue pozzanghere e resistenze.
Prima o poi
ci fregheranno anche i sogni e l’illusione
e costruiranno barriere sulle corse verso l’ignoto
sulla libertà di tarantelle gitane.
Succederà tutto di notte
quando verranno a prenderci nel sonno,
sarà forse domani o tra un anno
e noi non avremo più il tempo
di accorgerci dell'inganno.
Arriveranno vestiti da angeli, aquile e preghiere
e noi non ci negheremo
al dio sempre rinnegato e deviante.
Ci distenderemo come putti nel seno di una madre
sarà l’ultimo segno di resa della nostra vile innocenza.
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Commenti (1)
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Idalgo Visconti11 settembre 2012
Una poesia bella ed intensa, sentita. Ma credo che sia ora di smettere di piangersi addosso, poiché è risaputo che, l'oppresso che accetta l'oppressione finisce per farsene complice e questa inconscia solidarietà diviene un'infamia condivisa tra il governo che fa il male e il popolo che lo lascia fare. Soffrire è una cosa venerabile, subire è una cosa disprezzabile. Piaciuta
