Voci di un tempo immoto

Un frammento
di pietra
pugnale tra la rena
sfavillante di fulgore:
divampa
come un ruggito
che invano si solleva
tra sassi disgregati
su questo pianoro
accecante
che abbaglia di tossico
candore.
Così andrà.
Dalle pupille serrate
in un letargo arruffato
ad altri occhi:
forse inutili
forse ciechi.
E stanze grigie
un cielo bianco
l'ospiteranno.
Voci
che ancora
rimbalzano
tra i passi incerti
sgretolando
i silenzi
come zolle di fango.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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