Asfalto e cemento sull'eremo
Lo vedi
raccolto
sereno
sul colle disteso
ti osserva in silenzio
sorride a quel cielo.
Salendo il sentiero
ascolto
del fiume
il lento respiro
e la terra mi parla
del suo eterno fluire.
Mi fermo e mi sazio
con l’aria
che il volo
d’uccelli sostiene
e nulla è veloce
e sorpassa il pensiero.
E ancora io vedo
la gente
giù, china
alla terra, lavora
e il vento scompiglia
la loro parola.
Poi, torna lo sguardo
e tutto
svanisce,
il frastuono dell’oggi
selvaggio cancella
ogni traccia di senso
e copre
d’opaco
cemento
e col nero d’asfalto
quell’ultimo lembo
che ancora ci sembra
natura.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi17 dicembre 2012
Una poesia che si legge con emozione, nel mio caso poiché amo camminare sui monti capisco e condivido le sensazioni e pure la difficoltà a recepire i cambiamenti che tolgono spazio alla bellezza della natura.
