Strisciando in uno spazio vuoto

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
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Tutti cerchiamo l'approdo per l'isola che non c'è. Viviamo in un mondo di gelo, dove tutto ci appare nebuloso... e andiamo avanti fingendo, ma la paura ci assale... Intensa e profonda
Quanta stoltezza, quanta vigliaccheria, quanta tristizia si nascondono talora sotto la maschera della gente... che lascia travolgersi dagli eventi per pure viltà ed egoismo. Piaciuta la chiusa...
Forte e decisa l'immagine della chiusa... quella paura che si cerca di dimenticare cercando il cielo di "quell'isola che non c'è"...quella che esiste solo nella nostra mente per poter respirare le bugie del mondo... inseguendo le facili immagini dei ricordi mai sbiaditi di rincorse e ritorni di sogni fanciulleschi... per non respiorare lo smarrimento dell'oggi... Molto apprezzata...
hai descritto perfettamente l'inquietudine che questo tempo ci mette addosso, soprattutto pensando al futuro dei nostri figli... purtroppo, tutti i cambiamenti che il mondo ci presenta, volgono al peggio, soprattutto per quella moralità necessaria per perseguire una strada che almeno sia nel giusto.
Cifre stilistiche importanti, impregnate dalla capacità di tirare fuori la positività come forma espressiva e poetica lo dimostrano i versi dove il sognare ha valenza simbolica mentre la chiusa della poesia è un capolavoro di consapevolezza. Coniugare il tutto in versi dimostra notevole capacità espressiva e ottima metrica.
Viviamo in un mondo di gelo, a metà strada tra i sogni perduti della bambina che non c'è più e la ricerca "dell'isola che non c'è" mentre la paura si fa sempre più spazio dentro di noi... Poesia intensa, scorrevole alla lettura e ricca dì immagini suggestive.
Quando il mondo continua la sua folle corsa insensibile al grido della solitudine che fa ammalare disperatamente. Penetra nella coscenza e gela il cuore. Riprendere un piccolo spazio per respirare e riprendere contatto con un frammento di Sole, per non aver paura... un attimo interminabile di prolungato " respiro". Intensa e sentita. Complimenti, sempre .
Quei sogni irrealizzati, lasciano addosso l'amarezza di rinunce a cui per niente al mondo saremmo voluti mai esser costretti. Attese interminabili, sensazione d'impotenza e la continua ansia di voler arrivare all'inarrivabile. La condizione esistenziale di noi tutti. Splendide parole. La chiusa su tutto.
Vieni pioggia sono qui, lascia aperte le Tue braccia, riempiarai questo vuoto che ci attanaglia, grande Spirito il TUO contagioso a leggerti, scrivi divinamente,
riflessioni che portano la mente a navigare inizialmente nel passato lontano... un passato che forse non è riuscito a dare tutte le possibilità che poteva dare... rendersi conto nell'età adulta che non si è del tutto liberi come si vorrebbe e questo porta a riflessioni sempre più profonde che abbracciano la società attuale e la propria terra... non poter intervenire nella realtà come si vorrebbe lascia un magone ed una sensazione di malinconica unica... versi scorrevoli e ben scritti
Cercando l'isola che ha smarrito la mia strada, carpisco il calore che manca al rosso di un tramonto, fingendo sia una coltre che scalda la mia pelle la strada è impervia e ferisce la mia corsa a piedi scalzi, ma voglio credere che il mondo viva ancora Senza paura che l'arida terra non germogli più spighe i grano. Intense metafore in una sentita lirica, rendono emozionante e coinvolgente la lettura. E' la prima volta che leggo le opere di questa Autrice e ne resto ammaliata
In ogni tempo, i grandi danno ai bambini la sicurezza. L'autrice, inseguendo sogni da bambina, sente: - ho perso qualcosa - e lo spiega nell'ultima strofa, dove vorrebbe... - non veder la paura attraverso le persone che amo in una terra non più fertile -










