Tutto nella parola
Noi ci muoviamo su esili tracce
stravolte dal cercare una scintilla
di autenticità umana
affidandoci alla drammatizzazione
dello scavare nel profondo
delle coscienze e delle sensibilità
per far emergere il non detto,
il mai detto.
Ci si imbatte nel dolore,
nella solitudine,
nella disperazione.
Tra innumerevoli mura
il mutismo
è l'unica espressione di rapporto,
l'indifferenza è il condimento
di rapporti esulcerati.
Giovani donne e uomini
sfioriti prima di dischiudersi
come il fiore nel mattino della vita,
le illusioni deluse, le speranze svanite
il volo radente a beccheggiare
la terra.
E dopo cosa rimane?
Tutto potrebbe ben essere diverso.
Tutto è nella PAROLA
che giustifichi l'esistenza
nell'ora della perfetta espressione
che non ammette ammutolite ritrosie.
Non ci si salva da soli
dal momento che la salvezza è nel parlare,
di rivelarsi nel dialogo,
di raccontare se stessi e dei propri sentimenti.
E' questo aprirsi
che appare ostacolo invalicabile
eppure “basta così poco”...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Antonio Terracciano20 ottobre 2012
Ha ragione il poeta: la parola ha un enorme potere ("In principio fu il Verbo") salvifico, ma spesso è non detta o mal detta. Lo capì prima la Chiesa, inventando la confessione, e poi Freud, ideando la seduta psicoanalitica. Lo capiamo noi poeti, ma dobbiamo sempre vincere una innata ritrosia che ci porta a omettere o a camuffare particolari che potrebbero essere salutari per noi e per gli altri ("Il poeta è un fingitore", riconobbe Fernando Pessoa) .
