Mille carte

Mille carte,
e neanche un asso.
E tu, a raccontarmi vuote pagine,
e io, a credere un’unica immagine.
Sdraiata su un muro di noia,
affogo ogni limpida gioia.
Mi siedi accanto, invisibile,
ancora una volta,
e non sfiori niente di me.
Ti lascio questi petali infami,
ti prendo un po’ di falsi reami.
Questo è tutto ciò che rimane,
di questo sogno con la bocca di cane.
Questo è il semplice e folle ritratto,
di questa storia con la voce di gatto.
©
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