Child in time
Nei soffi delle campane di vetro
il ricordo fanciullo si frantuma
nei coriandoli di sogni da grande
sopra la maschera triste di un Pierrot.
Sul letto fatto, in quattro ascoltavamo
la sua voce che si alzava di tono,
il ritmo accelerava il nostro tempo,
nell'urlo di un apolide presente;
questo è il mio sangue che danza scomposto
fra le pieghe d'acciaio della strada:
nella valle che coglierò una rosa,
dentro un fosso recidendo innocenza.
Eviterò gli spari ad occhi chiusi
in scomode trincee di fortuna,
insegnerò la Vita a un altro bimbo
recitando, fra parole, la morte.
E la chitarra è lamento foriero
ingannando frenetica gli ormoni;
è canzone che riascolto nel tempo
chiedendomi dov'era il mio confine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Massimo C27 febbraio 2007
... E’ come si mettono una dietro l’altra... parole pulite, significanti... in versi commoventi (..insegnerò la Vita a un altro bimbo... ) che è un piacere leggere. Il resto lo hanno detto gli altri autori... Molto convincente (che sei bravo lo sai già) .
R
Raffaella Picotti28 febbraio 2007
hanno detto tutto gli altri, posso solo aggiungere ammutolita dalla tua grandezza br oliver ed affetto raffa
Nunzio Buono28 febbraio 2007
Un alito bambino soffia ancora sulle tue parole... dietro i vetri del tempo... ed è poesia...
F
Freegoblin19 giugno 2007
mi piace l'alternarsi di termini molto forti a quelli delicati, incontro di opposti che sa di pura vita..

