Il Lampione e la Notte
antonello carnà
41 poesie pubblicate
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Eccomi
“Signora Notte”
son qui
sul lustro marciapiede
specchio d’un cielo
di liquide nubi.
Immobile
sul mio
silente desio
di vita
uccisa dal destino,
impietoso profeta
del mio tempo.
Son muto
testimone d’ombre
d’umani falene
affogate nel buio
tuo incontro.
Son
fugaci lor passi
sul mio sguardo
che illumina
ma non riscalda.
Eccomi
mia amata
“Signora Notte”,
t'attendo sull'equilibrio
d'una sol gamba
innamorato
ancor di te.
Son pelle di metallo
infilzata
e prigioniera
d’un infertile selciato
che morde il passo mio
sol sognato.
Non ho braccia
per amarti
non ho respiro
per parlarti.
Ho sol il canto
senza note
ed il desio
spegnermi con te,
allo scolorir
dei tuoi madidi petali
d'inchiostro.
Sarà mia
sublime viva morte
sul volto
d’un bimbo
di nome mattino.
©
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L'autore
antonello carnà
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero16 novembre 2012
Un soliloquio di una luce che accompagna la notte. Eccellente. Bellissima lirica.
Elle16 novembre 2012
E' bellissimo questo aprirsi dell'anima che la notte, complice, facilita per la sua quiete... per quell'avvolgere nella piena solitudine e del dolce abbandono ad un sonno ristoratore o al dialogo intimo, profondo, scrutatore di ogni spazio libero dentro... Quasi come la notte abbassasse le luci per poi accendere quel grande riflettore interno invisibile agli altri... ma così segreto e sicuro


