Mandragora
antonello carnà
41 poesie pubblicate
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Non
chieder di me
non ti svelerò
l’imploso altrove
ove ogni mia terra
divien fiume
E non
donar me
il tempo tuo
non saprò darti
l’infinito mio guado
che scuce gl’orli
dello spazio
E non
parlar meco
di cieli appresi
a raggi di luce
come fili d’un ragno,
il verbo
del mio sguardo
adagia esangue
in celata crisalide,
tiepido scialle all’entropia
d’una ragion
ch’è
sol follia
Non
cercarmi
fra le bugiarde dita
d’umane vie
non troverai
il mio muto cercarti
che s’allontana in te
in allungar mio infinito
perso desio
Il
tuo cerco
è nell’alchimia
d’un sogno ove giungerò
in tuo grembo
mia speme e seme
per sentir ancora odor
del mondo
Obliato
in madre tua terra
spegnerò la mia pelle
morbida brace
d’un dolore mai spento
Ed in
divenir germoglio
di contorto sterpo
raccogli il mio grido
di ferita gioia
Un
urlo scintillante
spezzerà in due
l’universo
Così
in cielo
come in terra
così in me
come in te
©
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L'autore
antonello carnà
Commenti (1)
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Elle L11 ottobre 2014
Un testo che ci trascina dentro la mitologia dalla quale spesso l'Autore ne coglie ispirazione e per il quale è facile farsi trasportare. Mi piace molto anche la musica scelta perché coniuga il significato all'effetto magico prodotto.

