"Blues"
antonello carnà
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Non rammento
l’attimo né il gesto
dell’indossar
il caldo abito
del “blues”.
Fu ultima spiaggia
sui fumi
d’indomita vita
annegata nei bicchieri
d’un bistrot
di Place Pigalle.
Ultimo porto
d’un angelo spoglio
asservito alle bugie
d’una donna lucciola,
sui tacchi a spillo
d’una notte.
Estremo gesto
d’affilato rasoio
d’angosce,
ultima carezza
sulle mie vene
blu cobalto.
Opaco
specchio di vite
recitate
sul palcoscenico
del Grand- Guignol.
Fu impalpabile veste
tessuta
sui bemolle
d’un sensual incedere.
Fu trama ed ordito
nati s’un pentagramma
di magica solitude,
fu morbida stoffa
di feline carezze
scivolate ancheggiando
sui fianchi d’un vissuto
di crocifisse verità,
fu seduzione
fu tristezza
fu dolcezza
fu passione
sulla vuota gruccia
d’un’ anima
senza pelle.
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L'autore
antonello carnà
Commenti (1)
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Elle18 novembre 2012
Quando una poesia dice tutto e la giusta musica l'avvolge dandole quel respiro e quel ritmo... diventa talmente intimo e speciale che ciò che si può esprimere al riguardo, può alterarne la sua vera essenza... Quindi leggo e ascolto senza dire di più...

