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Dialettali 20 novembre 2012 · lettura 1 min · 1822 letture

‘A me Pasqua

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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E’ Pasqua, li campani sonano a festa, annunciano ca Cristu è risortu, sulu tri jorna stetti mortu, lu misiru ncruci cu du latruna: cu è giustu nunn’avi furtuna! E’ Pasqua o Venniri e Santu? Stu dubbiu mi veni ogni tantu! Mi sentu comu Cristu nta cruci, mi sentu cchiù mortu ca vivu, ma si doppu tri jorna annivisciu nun vaiu nto Patri Cilesti, cuntentu vegnu nni tia: E’ chista a Pasqua pi mia! Traduzione E’ Pasqua, le campane suonano a festa, annunciano che Cristo è risorto, solo tre giorni stette morto, lo misero in Croce con due ladroni: chi è giusto non ha fortuna! E’ Pasqua o Venerdì Santo, questo dubbio mi viene ogni tanto! Mi sento come Cristo sulla Croce, mi sento più morto che vivo, ma se dopo tre giorni risorgo non vado dal Padre Celeste, contento vengo da te: E’ questa la Pasqua Per me!
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Una Pasqua particolare per l'Autore, una particolarità non legata a motivi liturgici ma sentimentali. Una Pasqua trascorsa lontano dalla donna amata. E l'Autore immagina un seguito tutto particolare dopo un'eventuale Resurrezione!25 marzo 2016
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Originale e molto apprezzata... un caro saluto (Giacomo Scimonelli)

Commenti (6)

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Nino Vicidomini20 novembre 2012

Diciamolo pure che suscita un tantino di perplessità leggere qualcosa della Pasqua nell'immediatezza col Natale. Ma se ti viene... vieni e ci narri l'evento. Letto e capito anche senza traduzione

Melina Licata20 novembre 2012

Dalla Pasqua religiosa a quella dei sentimenti... Versi dialettali molto belli ed emozionanti resi ancora più piacevoli dalla rima... Complimenti!! infiocchetto!!!

Sara Acireale17 aprile 2014

Molto bella e piena di sentimento questa poesia in dialetto siciliano. Penso che il Poeta esprime il meglio di se in lingua siciliana. Ogni volta i suoi versi mi affascinano per lo sfondo di verità che vi è racchiusa... cu è giustu nunn’avi furtuna! Condivido in toto, è sempre così, i giusti, i buoni, gli innocenti pagano sempre mentre i vari "Barabba", se la scansano, sanno come svicolare e apparire "vittime". Lo vediamo tutti i giorni, assistiamo a grandi ingiustizie. Spero che, per questa Pasqua, ci sia finalmente una vera rinascita

Marco Morandi17 aprile 2014

Per me le poesie in dialetto, come ben sai, mi fanno impazzire. Questa è veramente bella, ma sapessi come mi ci stona quella traduzione... Complimenti vivissimi.

Angela Schembri26 marzo 2016

Versi che nascono da profonda introspezione dell'animo del Poeta. Colpisce sempre la vita di Gesù, lui uomo giusto che muore ingiustamente, ucciso, come un ladro, Lui che insegnava il bene e predicava l'amore e la giustizia, un Gesù resuscitato al terzo giorno e ritornato fra le braccia di Dio Padre onnipotente. Vi è tanta immedesimazione nel dolore di Cristo che il Poeta si domanda cosa avrebbe fatto se avesse avuto il dono di risorgere. La risposta è nella chiusa di questa bellissima lirica in vernacolo ed è quella di ritornare accanto alla persona amata e che dona tanta felicità. Molto originale e bella. Complimenti!

Giacomo Scimonelli14 marzo 2021

Originalissima... la Pasqua, per il Poeta, non è solo la resurrezione di Gesù... per lui è la rinascita che coincide con il ritornare dalla donna che ama... una donna sicuramente importantissima, visto che è la protagonista di questi versi di Poesia... se dovesse risorgere, solo tra quelle braccia vorrebbe ritornare... Bellissima...