Non c'è più
Non ci saranno più quadri incorniciati
e finestre aperte sul mare azzurro.
Non ci saranno più salti nel vuoto
e occhi spalancati sull’ ignoto.
Non ci saranno vele, ancore e tempeste
voli sui vulcani e lava dentro il cuore;
tutto si è frantumato in un corpo martoriato
nel sangue che zampilla nei giardini in fiore.
Adesso quasi rassegnato, disegno sogni sul diario
e afferro la coda del serpente
che con la testa dentro il muro cerca il mio veleno.
Adesso che confondo l’alba con il tramonto
dio ha il mio volto, le mie mani e il mio cervello
e nel cielo brilla il mio occhio capovolto
guarda e quasi mi afferra dai capelli
mi indica la strada dove già gli uccelli
hanno nidificato e poi ingoiato la propria libertà.
©
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