Il cielo a quadretti dell’innocente
Michelangelo La Rocca
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Dalla cella osservi
il cielo a quadretti,
pensi alla vita,
ai dì maledetti.
Rivedi il passato,
pensi al futuro,
ma ogni progetto
sbatte su un muro.
Non ti rassegni,
al triste destino
degno soltanto
di un assassino.
Rivedi i tuoi anni
non sempre beati
spuntano errori,
ma non reati.
Sul duro letto
non si riposa,
corre la mente
alla dolce sposa.
Il cibo è indigesto
e senza sapore,
vola il pensiero
al dolce amore.
Verrà quel giorno,
s’apriran le porte,
tornerai di corsa
dalla consorte.
Lei ti aspetta
contenta e felice
con dolci parole
che... non ti dice!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca
Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
Commenti (1)
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Melina Licata26 novembre 2012
Triste se solo si pensa a come si ci senta a vedere il cielo a quadretti, ogni giorno e tutte le ore... e quando si è lontani dagli affetti magari per ingiusta causa ci si amareggia ancora di più... Bellissimi versi ... Complimenti... Fiocco!!!

