Infanzia abbandonata
Nubi di ferro
t'opprimono lo spazio
e non vedi oltre
mentre il tempo passa
cullando tristemente
le tue giornate.
Dietro i vetri
della memoria
il passato si fonde
col presente
e la lunga pena
consuma l'anima
tra il pianto inquieto
della solitudine
e i ricordi sospesi
di sconsolati affetti.
Triste il tuo sguardo
di bimbo
che vaga nelle ore
senza sonno
in attesa del suono
della prima campana.
Tu giovane virgulto
non hai ancora radici
nella terra
ma ti prego ascolta:
forse nel residuo tepore
di un cuore
qualcosa si muove
e due braccia aperte
come esile aquilone
ti ridaranno il volo
e i tuoi sogni rifioriranno
su argini lontani
fra respiri d'erba e di ali...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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