Procedenti
Tutte le salme si somigliano:
i tratti distesi nell’assenza
e il colore duro che dichiara raggelato
il flusso
Poi c’è l’odore mescolato ai fiori
sempre gli stessi e lo stesso verde
così che anche il profumo
si fa richiamo al peggio
riconosciuto come afrore da obitorio
è come la varechina
che ristagna ore alle narici
e qui, direi anche giorni
Così salma dopo salma
diventa abitudine l’insieme:
dal primo respiro mancato
al rito- gran finale
contaminando sempre più
le condizioni:
i vivi un po’ meno soltanto vivi
e i morti, radicati nella vita
ma non so se sarà d’aiuto
-così come ora mi pare-
quando saremo troppo prossimi
per poterci guardare con i nostri occhi
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
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Atteone7 dicembre 2012
Una domanda mescolata con la terra che risveglia l'essenziale di ogni tomba. Bellissima.
malaluna4 gennaio 2013
forse la morte è solo una rappresentazione estetica, non esiste a se stessa, penso da brividi leggerti
H
Howl9 gennaio 2013
Da molto, molto tempo non ti leggevo, ma le sensazioni non cambiano. Sempre te stessa in ogni genere, sempre con la tua identità e le tue sensazioni e le tue metafore, sempre tu con la tua poesia. Dopo tanto tempo... mi ha fatto piacere rileggerti qui. Apprezzata, moltissimo...


