Il trentesimo giorno
Nemesis Marina Perozzi
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Sono i giorni del pianto che disfa la neve
e della tramontana
che svela il capo rivolto alla terra,
le mani orfane del segno di croce
affondate nella tasca in cerca di briciole
e di ricordi,
le dita nervose a contare
le notti del buio e del silenzio.
L’angelo pietoso alla finestra prega
inutilmente,
folle d’amore e di rassegnazione,
in attesa di un sogno colmo di lucciole
che annunci la tua presenza
avvolto nel manto stellato della fede.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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D
Desire20 gennaio 2013
"le mani "orfane" ... angelo pietoso"... ma poi ... poi ... "lucciole ... manto stellato della fede" Il dolore è forte ... descritto da una capacità eloquente che colpisce il lettore con le lucciole abbaglianti di emozioni ... tv. b.
