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Brevi 11 dicembre 2012 · lettura 1 min · 2774 letture

Mente e Corpo

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Musica celestiale stai ascoltando: corri a velocità maggior del suono; passa l’Atleta, rompe quell’incanto, di te credendo d’esser più veloce.
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Premettendo che il mio compositore di opere liriche preferito è Giacomo Puccini, mi piace dedicare questa poesia a Giuseppe Verdi e a Richard Wagner: di entrambi, quest'anno, ricorre il bicentenario della nascita. Ad essere sincero, tra questi due preferisco il secondo. A tal proposito vorrei raccontare un aneddoto, sperando di non annoiare il lettore e sottolineando che i gusti sono personali.
Il giorno 8 agosto 1986 mi trovavo a Verona, e la città era piena di manifesti per gli spettacoli lirici all'Arena. Lessi la data con il nome di un'opera (non ricordo quale) di Puccini: comprai immediatamente il biglietto, e la sera mi recai all'anfiteatro. Non avevo notato che a Verona esponevano i manifesti anche per la stagione lirica dell'anno successivo, e così quella sera, dopo essere entrato, mi accorsi di avere sbagliato a vedere l'anno e di dovere assistere pertanto all'"Aida" di Verdi. Già nervoso per l'errore, dopo una mezz'ora cominciai a stancarmi di quella musica così pesante e terragna, e pensai di andarmene, ma non lo feci perché il teatro era stracolmo, e mi ricordavo della fine che aveva fatto, una ventina di anni prima, il presentatore televisivo Mario Riva, morto dopo avere battuto la testa su un gradone dell'Arena! Notai, in quell'occasione, che gli spettatori più entusiasti erano forse proprio i tedeschi, può darsi per una sorta di compensazione nei confronti della loro tradizione musicale, più lieve ed eterea.12 marzo 2013
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Duilio Martino11 dicembre 2012

Si può scovare anche una leggera ironia in questa splendida breve... Più che godibili gli endecasillabi!

Lorenzo Crocetti11 dicembre 2012

Un rapido flash di Terracciano che questa volta si "diverte" nella contrapposizione fra chi vola lontano sull'entusiasmo della fantasia, a una velocità maggiore del suono, e l'Atleta che crede invece di correre più veloce. Una ardita, come al solito, metaforica contrapposizione (ripeto) fra due elementi dell'entità umana, il corpo e la mente. La mente corre ad una velocità irraggiungibile, ma il corpo rompe questa illusione della mente soltanto col credere di essere ancora più veloce. Nella simbiosi dell'animo umano, quante lotte fra questi due elementi! Sempre un bel procedere filolosofico questo dell'autore...