Chi mi succedi?
Michelangelo La Rocca
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Chi mi succedi
nicareddra mia
ca unni mi vontu
vontu viu a tia?
Mi pari n’aranciu
di la conca d’oro:
lu vogghiu cogliri
prima ca moro!
Mi pari na rosa
auta, auta
cu tutti li rami
chini di spini.
Acchianu lu stessu,
nun mi scantu
mancu si fussiru
milli gradini!
Acchiana oi,
acchiana dumani
sugnu sicuru
ci mettu li mani.
Siddru c’arrivu
na me esistenza
si grapi la porta
a la spiranza.
Spiranza d’amuri,
spiranza di vita:
ma si nun ci arrivu
pi mia è finita!
Traduzione
Che mi succede?
Che mi succede
piccola mia
se ovunque mi giro
non vedo che te?
Mi sembri un’arancia
della Conca D’oro:
la voglio cogliere
prima di morire!
Mi sembri una rosa
alta, altissima
con tutti i rami
pieni di spine.
Salgo lo stesso,
non mi spavento
neanche ci fossero
mille gradini!
Sali oggi,
sali domani,
sono sicuro
ci metto le mani.
Se ci arrivo
nella mia esistenza
si aprono le porti
alla speranza.
Speranza d’amore,
speranza di vita:
ma se non ci arrivo
per me è finita!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca
Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
Commenti (1)
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Melina Licata1 gennaio 2013
Già trent'anni fà un bel talento per la poesia dialettale... sono versi davvero bellissimi e piacevoli alla lettura... Complimenti!!! infiocchetto,,

