Perduti

Erano i silenzi
a parlare,
e gli sguardi
velati di desiderio
a dire quelle parole
cucite sulle labbra.
Erano le mani,
sì le mani
a trasmettere quei brividi
intrappolati nella pelle.
Ma s'era fatto tardi,
non aspetta, ingrato, il tempo,
come un sortilegio
la magia svanì, per sempre.
Ancora una volta, lontani,
ancora divisi,
perduti,
immensamente soli.
©
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Commenti (5)
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Rosita Bottigliero3 gennaio 2013
l'autrice scrive questa lirica in un verseggiare elegante, una malinconia del tempo che trascina dietro di sè la follia dell'andare. complimenti. bellissima
Francesco Rossi3 gennaio 2013
Quì in questa composizione c'è un dono che l'essere umano concede a se stesso ossia quello di esistere per verseggiare sublimamente e con consapevolezza.
Lorella Borgiani3 gennaio 2013
Poesia toccante che lascia una malinconia dolce nel profondo dell'anima. Complimenti di cuore.
Vincenzo Strani10 settembre 2013
Una splendida poesia scritta con l'anima e col cuore. Complimenti!
Splendido Leotta Michele10 settembre 2013
è lodevole la supremazia dell'allontanamento, esso suggella dal profondo del cuore l'avvilito che incastra il sentimento ...e la fantastica poesia ne esbisce quel che denomina il mancato amore...è Bellissima e sentita




