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Riflessioni 13 gennaio 2013 · lettura 1 min · 3119 letture

Il Paese natio

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Ricordo che lasciai una mattina quelle tue case aggrappate alla collina. Rimembro il treno, i fazzoletti bianchi e gli occhi di mia madre bagnati e stanchi. Il treno andava lesto, molto veloce, nulla sapendo di quel dolore atroce. Passai lo Stretto e con malinconia dal traghetto salutai la terra mia. La prima notte trascorsa lontana ricordo avevo addosso un bel pigiama, il color era l’azzurro che avrei scordato dal fumo della nebbia poi offuscato. Ad ogni estate passo a salutarti, neanche volendo riuscirei a scordarti. Corre il pensiero al mandorlo antico che tante volte mi è stato amico. Ai tanti calci dati ad un pallone quando si giocava con passione. Agli studi fatti, alle scuole frequentate, alle ore passate sulle carte sudate. Ai sogni fatti con la bandiera rossa: sempre aspettando il dì della riscossa! I miei genitori sono andati via, sembra ormai vuota l’antica casa mia! Li vado a trovare al cimitero e appresso mi porto questo pensiero: Son belli quei cipressi e forse un giorno da te e per sempre il fatale ritorno!
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Questi versi malinconici esprimono la nostalgia per il Paese natio abbandonato per andare alla ricerca di lavoro al nord. Triste il finale di questa poesia, l'autore esprime il desiderio di trovare sepoltura all'ombra de cipressi del cimitero del Paese natio, quello dove sono sepolti i propri genitori!24 marzo 2015
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Letta con tanto piacere. Poesia molto coinvolgente (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (5)

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Melina Licata14 gennaio 2013

Malinconici ricordi dei colori e profumi della propria terra di origine... Versi molto delicati intrisi di tristezza e nostalgia... Complimenti!

Nadia Mazzocco17 gennaio 2013

Una lirica stupenda velata di malinconia che mi ha fatto commuovere. Si sente che é scritta col cuore! Apprezzatissima!

Sara Acireale12 luglio 2013

Una struggente nostalgia per il paese natio...È un ricordo indelebile che mai potrà essere cancellato dalla mente e dal cuore. Ogni anno d'estate il Poeta intraprende questo viaggio per andare a vedere il luogo dov'è nato, dove ha trascorso infanzia, adolescenza e prima giovinezza. Viene a fare un pieno d'energia, a riempire gli occhi del meraviglioso mare siciliano, del cielo azzurro. Viene a respirare l'aria siciliana, a bearsi gli occhi dei colori del gelsomino, Il Poeta non dimentica mai di andare al cimitero dove riposano, nell'eterna dimora, i suoi genitori... Una poesia evocativa, piena di immagini, di ricordi...È stupenda e mi è entrata dentro l'anima...

Angela Schembri13 giugno 2015

Quanta triste nostalgia, allora ed anche adesso, esplode nel cuore. Il paese natio è impossibile da dimenticare, tanti ricordi sono ancorati in noi. Descritta divinamente. Con i suoi toccanti versi ho rivissuto le emozioni del mio distacco. Bellissima, riletta con piacere. Complimenti al Autore!

Antonietta Angela Bianco15 febbraio 2023

Quanta nostalgia! Bella lirica dedicata al proprio paese e ai ricordi di gioventù. Si sente un fondo di malinconia nei versi che rende la poesia ancora più tenera e dolce. Complimenti!