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Riflessioni 21 gennaio 2013 · lettura 2 min · 4410 letture

Rumore di ossa rotte

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Daniela Cavazzi 119 poesie pubblicate
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Un volo libero senza freni un volo che libera la mente rilassa l’anima Hai volato Hai staccato i piedi e hai volato Il pesante fardello che ti accompagnava non hai portato con te Qualcuno ti ha vista libera cadente, stella cometa i capelli risucchiati in alto come se mano nascosta li afferrasse per trattenere il tuo andare Dalla disperazione narcotizzata hai aperto le braccia al vento che ruvido ti ha avvolto il viso Gli occhi aperti, ma chiusi già alla vita, hanno visto distanze diminuire oggetti crescere, volti comparire Un brivido breve sconvolgente ha attraversato il tuo meridiano d’essere percuotendo le tempie e rimbalzando sul cuore Nulla era più importante Domenica mattina sotto casa gente in movimento, due occhi colgono il tuo ultimo viaggio Ormai orizzontale vinta dalla gravità parallela a quella terra che indifferente ai tuoi passi non si girava più al tuo passaggio non rispondeva al tuo saluto non ascoltava le tue ansie Ed ora eccola lì ad un palmo da te Ti sospendi un attimo E nell ‘ultimo respiro raccogli tutta te stessa quella che sei stata e quella che non sarai più. Rumore di ossa rotte Ancora rimbomba nelle orecchie e nei cuori di chi cieco, ora incredulo, ti ha amato ma non capito il tuo ultimo sguardo di saluto, il tuo ultimo respiro di dolore Hai finito il volo Corpo adagiato sul suolo leggero senza ansie senza vita
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Ho voluto riproporre oggi 30 settembre questa poesia in ricordo di Mariarosaria che come una cometa è passata nelle nostre vite e ci ha lasciato a guardare la sua scia impressa sul suolo.

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L'autore
Daniela Cavazzi
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Commenti (4)

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Rosita Bottigliero21 gennaio 2013

Una poesia che lascia i brividi addosso... quel tonfo, la certezza di liberarsi... fa di questa lirica un grande capolavoro...

klery Bottigliero21 gennaio 2013

Una realtà comune al giorno d'oggi... il finire di una vita...

Alberto De Matteis21 gennaio 2013

Struggente lirica che lascia il lettore col fiato sospeso, forse anche con la consapevolezza che tutto doveva finire così: col corpo adagiato sul suolo leggero senza ansie e senza vita, mentre la stella cometa volava lassù.

Sara Acireale23 gennaio 2013

Si vola... ci si libra in alto per allontanarsi dalla mediocrità di questo mondo, per sentirsi libera e leggera come farfalla... Si vola... per disperazione, perché il mondo non ti ha mai capita e perché tu non hai capito il mondo... E poi un tonfo e... il volo finisce e... molta gente stupita si chiede il perché...un argomento difficile trattato con estrema delicatezza...