Vieni a prendermi
Amami dove finisco,
nel punto in cui smetto di fingere
e il pensiero di te torna a bussare,
perché capita a volte che ti penso sempre
anche quando la notte tenta di distrarmi.
Tra le mie costole vivono tempeste,
ho cento cuori dentro,
tutti pronti a incendiarsi
quando il tuo nome mi sfiora,
quando la tua voce mi scivola addosso.
Con te ogni confine è infinito,
una linea che non torna mai indietro,
un arco teso tra il tuo respiro e il mio
che vibra anche quando restiamo in silenzio.
Ci sono giorni in cui mi perdo,
la mia anima naufraga
nei respiri che trattengo
cercandoti tra odori, ricordi,
tu, unico approdo possibile.
E allora passa a sorprendermi,
entra senza rumore
come una scintilla che incendia il buio,
nello spazio che ho tenuto caldo per te,
sarò pronta a perdermi di nuovo in te.
Vieni a prendermi
sarò lì
dove finisco io
e cominci tu.
©
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Commenti (1)
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Marcella Usai30 novembre 2025
La poesia vive di un continuo equilibrio tra il perdersi e il ritrovarsi. Il “naufragare” e l’“approdo” sono un contrasto ben riuscito, perché trasmettono l’idea di un amore che è travolgimento ma anche casa. Plauso
