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Morte 22 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2273 letture

Apokalypsis

Nemesis Marina Perozzi 510 poesie pubblicate
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Alzasti il calice al verde cavaliere, che giungeva col ghigno amaro tra i denti larghi e le orbite incavate, senza ciglia. Tendesti le braccia alla criniera del suo cavallo per montarlo a pelo, trafiggendo al crepuscolo la Fede che agonizzava tra le mie labbra.
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Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: «Vieni». Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. Giovanni Apocalisse 6: 7- 8 Salvador Dalì: il cavallo della Morte - litografia

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (2)

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Clara Gismondi22 gennaio 2013

Fede e morte o vanno molto d'accordo oppure quando c'è una l'altra fugge ... La vita ...si dice che prepari ma dipende dal tempo che abbiamo per prepararci! Le morti premature sono sempre sconvolgenti, le morti dei cari non sono mai al momento giusto. Una difficile impresa comprendere la morte...

Lorenzo Crocetti23 gennaio 2013

Una morte che non si riesce ad accettare comporta spesso e inevitabilmente la fine di una Fede che già si stava spegnendo. Difficile mantenere la Fede, anchi a chi ce l'ha, nel momento in cui la figura dell'Apocalisse che che cavalca un destriero verde compie quell'atto che strazia l'anima impotente di chi resta. Chi ha una Fede incrollabile riesce a sopportare qualsiasi martirio del'anima e della mente, e nulla lo allontana dal conforto. Dio ha dato a ciascuno di noi un cervello che ragiona sulla base del libero arbitrio, o meglio della libertà di pensiero. Ed occorre quindi un grande rispetto verso chi, di fronte ad un immenso dolore, scaccia quel residuo di Fede "al crepuscolo". Ma l'urlo disperato indica pure una sofferta ricerca.