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Riflessioni 3 febbraio 2013 · lettura 1 min · 1869 letture

Tango

antonello carnà 41 poesie pubblicate
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Tace e arrossisce il verbo che silente defila al vergar d’un tango che morde labbra sull'indecente pausa d'una scarlatta virgola. E’ or suo il proscenio d’ogni verso che scuote e lacera pentagramma d’un palcoscenico riverbero d’una luce troppo bianca. E’ inceder senza lemmi di gesti d’esibiti intenti aggrovigliati su gambe che divengon spirali d’assetate note. Cerchi di vita mai chiusi si cercan in vortici d’abbracci spogliati da sedotte anime scosse dal nulla ch’erano. Rapidi fotogrammi d’un esister imperfetto, tessuti su pensieri che si fan membra incurvate d’un gioco antico su corpi che danzan sul fil d’un amplesso. Movenze di passioni mai finite d’edere avvinte e sfuggenti, modellate al desio di Marte e Venere. Un cercar l’altro per divenir nell’altro elegante fragranza di fusa cera di sensi. Ed al finir delle note lei sarà com’acqua trafitta dal tuo tuffo. Illusion tua aver deflorato la sua anima d’elegante indecenza vestuta e mai paga d’ogni tuo vermiglio abuso.
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antonello carnà
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Commenti (4)

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Elle3 febbraio 2013

Un cercar l'altro per divenir nell'altro elegante fragranza... che spettacolo, quanta intensità. Poesia e ritmo incalzante, ottima nel suo appassionato ballo.

Gentiana Marika3 febbraio 2013

Leggere questi versi è stato un bel tuffo in apnea nel più sensuale dei tango! Notevole verseggiare per un cocktail di sensi che s'aggrovigliano intorno a quel cercarsi per trovare la perfetta dimensione . Apprezzatissima lirica, complimenti!

A
Antonio Terracciano4 febbraio 2013

Indubbiamente è una poesia di buona fattura, che mi induce a una riflessione al di là del senso del suo testo. Vedo numerose poesie sul tango in questo sito (e anch'io ho dato qualche modesto contributo), quasi come un simbolo del ritorno delle idee e delle cose. Se pensiamo, infatti, che questa musica era in crisi nella stessa Argentina, negli anni Settanta e Ottanta, e che ha avuto un poderoso rilancio, siamo indotti a pensare che le categorie del vecchio e del nuovo hanno un valore relativo, che il vecchio, quando ha un indubbio fascino intrinseco, può e deve essere recuperato, riprendendo il posto che gli compete, a discapito di certe insulse novità che non possono durare che l'"espace d'un matin" .

Jibi4 febbraio 2013

Con questa Poesia l’Autore mi prende dolcemente per mano e mi riconduce in una dimensione magica, pregna di significati sensoriali che ben conosco. Il Tango per me non è solo un ballo, ma una vera e propria meditazione Tantrica. Un intenso momento in cui due corpi, attraverso una gestualità intima e il volteggiare estatico, si appartengono appassionatamente, al punto da diventare una reciproca carezza, un amplesso per l’anima, In ogni passo, in ogni stretta, in ogni sfioramento, c’è l’istintività primordiale di cercarsi, il calore di un abbraccio sensuale e appassionato…l’abbandono. Lirica scritta con la maestria e la passione di chi del tango conosce l’essenza e l’estasi. Chapeau e GRAZIE PER LA VIVA EMOZIONE!