Sussurro al tuo ricordo
Oh, ricordo amoroso della mia vita!
.
Dall’alba fatale della tua partenza,
non cessano le campane di annunciarmi
il triste giorno in cui ammutolì la tua voce.
.
E sussurro, ah, sussurro, come colomba ferita,
dolente per la tua assenza,
senza palliativi che calmino lo sconforto.
.
Mentre continuo ingravida,
dispersa tra lotte,
muri e affetti.
.
Persisto in questa giungla umana
che saccheggia la rugiada del domani,
lamentando l’addio...
.
Che mai potesti darmi!
.
ARRULLO TU RECUERDO
.
¡Oh, recuerdo amoroso de mi vida!
.
Desde el albor fatal de tu partida,
no cesan las campanas de anunciarme
el triste día que enmudeció tu voz.
.
Y arrullo, ay, arrullo, cual paloma herida,
doliente por tu ausencia,
sin paliativos que calmen el desconsuelo.
.
Mientras sigo ingrávida,
dispersa entre luchas,
muros y afectos.
.
Persisto entre esta jungla humana
que saquea el rocío del mañana,
lamentando el adiós...
.
¡Que nunca pudiste darme!
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (2)
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valencia4726 febbraio 2013
un dolore che lacera e non sparisce negli anni... un addio non dato, una morte annunciata, il silenzio. La vita prosegue tra lotte, dolori, le albe si ripetono ma... e la chiusa è bellissima nella sua essenziale affermazione: l'addio che mai hai potuto darmi.
Giacomo Scimonelli26 febbraio 2013
letta la traduzione... elegante e melodiosa... da conservare
