A Papa Francesco
Caterina Zappia
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Da quell’ultimo nido d’anime,
da quelle taglienti ferite nere
gronda una nuova voce
come un muscolo di primavera.
E noi, terra e pianto,
noi tempesta di fango
noi scorze di tempo vacillante
seminatori di pietre
rivoltose catene di dubbi
avvoltoi con occhi d’acciaio
appiattiti latrati d’indifferenza
giungiamo uomini deboli
sulla voce che contrae le sere
alla riflessione del poi.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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