Solitario vecchio
Sulla strada del ritorno,
la sera,
sovente t'incrocio
solitario dignitoso vecchio
che,
chiuso nel tuo loden verde,
talora
scorgo rovistare
discreto
nel cestino dei rifiuti
appeso al palo
della via.
Affresco antico
di cui rimane poco
o nulla,
una sera mi è parso
di scoprire
ti fossi gettato
ad arte
bricciole di pane
sulla barba
perché chi incontri
creda
che hai mangiato.
Guardandoti
ho percorse intere
le pieghe del tempo
che incidon la tua fronte
che traccian quel tuo viso
su cui ogni ruga sconta
il suono di inutili parole
su cui ogni segno
resta misura dell'assenza
di una mano che si tenda
che sappia dare luce
al buio della notte.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 marzo 2013
Riflessione e sociale più una spiccata nobiltà d'animo emerge dai versi della poesia. Poetica di finezza che sapientemente viene proposta in un verseggiare altanelante tra il sciolto e il lineare.
